Chi è Il Veterinario Comportamentalista

Come tutti anche i nostri amici a quattro zampe hanno un proprio temperamento personale, spesso però a causa di un carattere particolarmente irrequieto o aggressivo è necessario l’intervento di un veterinario comportamentalista. Ma chi è e a cosa serve?

Veterinario comportamentalista: quale percorso di studi?

Il veterinario comportamentalista è un medico specializzato sul comportamenti di cani ma anche gatti, indispensabile nel caso in cui il proprio amico a quattro zampe presenta dei problemi comportamentali come aggressività o irascibilità, ma anche difficoltà nella comunicazione e rifiuto ad obbedire anche alle regole più semplici.

La possibile modifica di un comportamento non è può essere regolata da un semplice consiglio che tutti possono applicare, in quanto esistono sfumature da tenere in considerazione e che possono essere notate solamente da un esperto che segue attentamente l’animale, ecco perché è fondamentale che un medico comportamentalista abbia un contatto diretto con l’animale irrequieto o disattento.

Spesso però la tipica reazione dei proprietari è quella di sminuire un problema comportamentale sul gatto o cane, alludendo a problemi di tempo ed economici ma soprattutto pensando che il proprio animale sia assolutamente educato. In questo caso si tende ad agire da soli magari leggendo qualche forum su internet, ma non è assolutamente corretto affrontare il problema senza l’aiuto di un esperto o tendere a negare un possibile problema comportamentale del nostro cane, in quanto potrebbe portare a diverse complicazioni future.

La medicina comportamentalista nasce nel 1995 in Texas ma ad oggi è stata riconosciuta a tutti gli effetti come una disciplina che si occupa di prevenzione, diagnosi e cura di patologie psicologiche e psichiatriche degli animali.

Medico veterinario comportamentalista: come arrivare alla diagnosi?

Un veterinario comportamentalista potrà effettuare una visita completa all’animale, cane o gatto, tramite colloquio approfondito e osservazione dei comportamenti di fronte alla relazione dell’animale con il suo padrone. Tramite indagine accurata il medico potrà constatare la presenza di eventuali deficit o disfunzioni, indicando una possibile terapia che non necessariamente prevede l’uso di farmaci.

Tramite una valutazione psichiatrica è possibile stabilire se il problema riscontrato sul comportamento dell’animale sia di origine caratteriale, ovvero un normale comportamento per l’animale che però non viene tollerato dal proprietario, o se invece sia di natura patologia, in questo caso sarà necessaria una collaborazione tra il veterinario di fiducia e chi segue assiduamente l’animale.

Esiste una grande differenze tra un educatore cinofilo ed un veterinario comportamentalista in quanto l’educatore si occupa di correggere problemi legati all’educazione del cane. Mentre nel caso in cui i problemi riscontrati siano particolarmente gravi come l’incontinenza, o un eccessivo disturbo dell’attaccamento, allora l’intervento del medico comportamentalista diventa necessario.

Il percorso scolastico e formativo di un medico veterinario comportamentalista è particolarmente lungo non basta una semplice laurea o un corso di formazione ma diventa indispensabile che si sia guidati da molta pazienta e tanta voglia di lavorare insieme agli animali.

In quanto spesso medici veterinari comportamentalisti tendono ad imbottire l’animale di farmaci assolutamente inutili, piuttosto che prestare attenzione alle necessità del cane e del padrone, per rispondere in maniera adeguata alla richiesta di aiuto e fornire le giuste attenzioni per cercare di capire e riconoscere eventuali patologie del cane e del suo comportamento.